A ridosso della città di Gravina in Puglia, sul “Colle di Botromagno”, con oltre 400 ettari esiste un insediamento che oggi costituisce un vero e proprio “Parco archeologico”. Salendo l’erta si incontra una tomba a tbo-los prima di inoltrarsi nel mito di un’antica città che è attestata sin dalla fine del IX secolo a.C.
Sul colle sono visibili tombe a semicamera intonacate e dipinte databili al V secolo a.C:, a camera scavata nella roccia con dromos d’accesso databili al IV e al III e resti di abitazioni tra le quali una grande villa del II-I secolo a.C.
La ricchezza e la complessità di quest’area sono tali da attirare l’attenzione di numerosi studiosi stranieri che sin dalla metà degli anni Se3ssanta del secolo scorso hanno iniziato campagne di scavo sistematiche. Sono stati cosi portati alla luce fondamenta di case a più strati, tombe a camera, a sarcofago e a cappuccino anche dipinte e talora articolate, ricchi di colonne e pezzi di architravi certamente provenienti da un tempio.
Grande fascino ispira il materiale di corredo funerario rinvenuto nelle tombe, comprendente vasi ad impasto bruno e nero indigenta e non, geometrica e con figure di guerrieri, di satiri e di fanciulle eleganti nelle loro vesti e pieghe: crateri, idrie, skifoi, cantari, lekiti, lebeti, stamni.
Fantastici sono gli oggetti in bronzo e ferro, come punte di lance e spade, strigili e fibule, e oggetti in oro, come spille, anelli e collane.
Particolarmente interessanti sono i corredi rinvenuti nelle tombe dei bambini: una bambola snodabile, sonagli a forma di animali e un succhiatoio antisinghiozzo.
Tutti questi oggetti sono custoditi presso il Museo “Pomarici-Santomasi”.

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gravina in puglia

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